Negli ultimi anni la realtà del turismo sociale ha incrementato la propria rete comunicativa con l’intenzione di accrescere la cultura, la qualità e l’accessibilità al turismo dei cosiddetti “soggetti deboli”. Per chi è “educato al viaggio”, inteso quale esercizio culturale di lasciare il proprio luogo, le proprie consuetudini e certezze per affrontare nuovi percorsi, la ricerca di “nuove strade verso il futuro” non spaventa.

Il turismo sociale è un turismo in cui il viaggiare esprime il proprio senso etico ed estetico: è, in altri termini, un “turismo consapevole”.  Un viaggiatore che, nel benessere dell’esperienza del viaggio, va incontro ai luoghi ed alle persone con rispetto e disponibilità. È un viaggiare che si fa portatore dei principi di equità, sostenibilità e tolleranza. Pertanto, il valore fondamentale del turismo sociale è la modalità culturale ed emotiva nell’approccio e nel confronto con le persone, le culture ed i luoghi visitati.

Tuttavia, mentre, oggi, il termine “sociale” viene utilizzato, più o meno strumentalmente e consapevolmente, da Tour Operator ed Agenzie di Viaggio, il turismo generativo non può che appartenere alle Associazioni Turistiche. Si considera generativo quando mette in moto un processo economico e sociale in grado di valorizzare le risorse di una comunità e stimolare processi di promozione ed innovazione sociale.

Crea innovazione sociale perché si propone come ascolto, testimonianza e risposta ad alcuni problemi della comunità e del luogo, con una strategia innovativa. Rappresenta, così, una discontinuità rispetto alle soluzioni tradizionali ed offre una risposta creativa, anche in ordine economico e sociale, ai bisogni non soddisfatti né dal mercato né dalle Istituzioni.

Il turismo generativo ha una valenza sociale: “genera legami” per aggregare soggetti che, altrimenti, avrebbero agito separatamente o sarebbero stati esclusi. Conoscere “l’altro” è l’unico percorso per comprendere le diversità come unicità, per scoprire che l’unico grande popolo è l’uomo.

In questo “senso” il turismo diventa strumento di conoscenza per un nuovo umanesimo, riflessione che si trova nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa: una buona occasione di approfondimento che aiuta ad ispirare l’azione sociale.  Un cammino che consente di ridefinire gli obiettivi, il ruolo e gli assetti organizzativi, nella speranza di promuovere nuovi percorsi e comportamenti virtuosi per la costruzione di un nuovo umanesimo. Il turismo generativo è l’evoluzione naturale del turismo “sociale, solidale e sostenibile”, inteso, per propria natura, come turismo responsabile e consapevole. Si tratta di vivere il turismo per creare  legami, promuovendo rapporti umani nel segno della fratellanza, per una visione cristiana del turismo. Instaurare percorsi di alterità, cioè di incontro con “l’altro” per creare la base della convivenza pacifica.  

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