Kashan e il Santuario di Fatime-Masoumeh

Kashan e il Santuario di Fatime-Masoumeh

Il CTA nelle vie del mondo – Parte 1

La storia millenaria dell’antica Persia rivive anche nella città  di Kashan. Qui la leggenda e la storia si fondono: sarebbe la città  di origine dei Re Magi e Marco Polo, che passò da qui nel suo viaggio verso la Cina, prima di attraversare la catena del Pamir. Caratteristiche torri-acchiappavento emergono dai tetti a dare intelligente aereazione alle case quando, in estate, i cinquanta gradi del vicino deserto del Maranjab ‘infiammano’ la città. Snodo commerciale sulla leggendaria Via Della Seta e città di passaggio sulla via che da Teheran portava a La Mecca. Residenza di facoltosi commercianti  che costruirono bellissime case private: ne esistono più  di duecento e la più  bella e la più  bella è Tabatabael House. Residenza anche di sapienti artigiani e di  coltivatori che si sono tramandati di generazione in generazione l’antica arte di fabbricazione dell’acqua di rose, l’odorosa essenza di cui è  profumata – così si dice – La Mecca: la Rosa di Persia, il fiore di Maometto, regalo di Dio. E in effetti negozi, strade e bancarelle ne testimoniano l’attuale produzione e un sapiente artigianato mette in mostra piastrelle smaltate e vasellame. La costruzione architettonica più affascinante è il Giardino di Fin, forse il più  antico oggi esistente in Iran. Si resta affascinati in questo giardino: il rigoglio dell’acqua nei canaletti di irrigazione, le frescure del verde e i colori del giardino danno serenità, tranquillità bene-stare e avvicinano all’importanza che ha  l’idea del Paradiso nella cultura islamica.
Vicino, a pochi chilometri, si trova Qom, Città Santa per gli Sciiti.
La moltitudine di tuniche bianco-nere indossate da Mullah  e da Ayatollah, di camicie e pantaloni neri indossati dagli uomini e di ciador neri indossati dalle donne disegnano il grande quadro della folla di pellegrini nel santuario di Fatime-Masoumeh, uno dei piu importanti dell’Islam Sciita, dedicato alla figlia del VII Imam e sorella dell’ VIII Imam e, per questo, venerata come una Santa. Clero e pellegrini, preghiere e canti religiosi si mescolano in un’atmosfera quasi magica che avvolge e chiede rispetto, mentre si ammira la bellissima Moschea dalla cupola dorata, i decori colorati e i soffitti e gli specchi  che sono vere proprie opere d’arte: “la bellezza ci circonda” diceva un poeta persiano del XII secolo. Gente che prega, che entra ed esce, uomini urlanti in processione veloce che trasportano tutt’intorno alla spianata un morto avvolto in una bandiera verde, gente semplicemente seduta all’ombra in religioso silenzio come se aspettasse proprio il XII Imam ancora oggi atteso dalla fede Sciita. Sono questi i momenti che è  possibile cogliere in questo santuario e non sono affatto uno spettacolo, bensì una manifestazione di fede, che si circonda anche della bellezza.