Per le Vie del Mondo con il Centro Turistico Acli: MOSCA (agosto 2017)

Per le Vie del Mondo con il Centro Turistico Acli: MOSCA (agosto 2017)

di Filippo Pugliese, Presidente CTA Potenza – Parte 1

A cent’anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, il Comunismo in Russia ormai è “underground”, nel senso che solo nella leggendaria Metropoli è dato trovare la storia dell’ Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Nel resto del Paese c’è una rimozione piena di quel periodo; non se ne parla e non se ne ricorda, sia da parte della gente sia da parte delle istituzioni. Come se il velo dell’oblio fosse calato su settanta anni di storia: dall’ottobre 1917 al 1991, dalla prima rivoluzione di San Pietroburgo al colpo di stato contro Gorbaciov.

Oggi tutto scorre all’interno di una nuova visione del mondo: più individualista e meno collettivista, più privatista e meno socialista.

Gli ultimi ventisei anni dei nuovi zar, Eltsin e Putin, hanno ridato a Mosca lo splendore e il pieno titolo di capitale europea. Sono state ricostruite chiese distrutte dal socialismo reale; sono stati costruiti viadotti e grattacieli, un financial district che non ha nulla da invidiare a Manathan, strade a otto corsie che hanno messo in moto un traffico pazzesco che fa concorrenza a quello del Cairo. E’ stata ricostruita un’ intera porta della Piazza Rossa che Stalin aveva fatto abbattere per consentire il passaggio di carri armati nelle famose sfilate del primo maggio; sono stati restaurati palazzi storici, eretti monumenti alla fede cattolico-ortodossa; è stata spianata una collina per realizzare il Parco della Vittoria con innumerevoli fontane (prima Mosca non aveva fontane per via dell’inverno russo); è stata realizzata un’ intelligente illuminazione notturna che posiziona la città tra le prime dieci più belle del mondo. È bellissimo il colpo d’occhio dal Ponte Patriarca sul fiume Moscova, che rispecchia le mille gocce di luce e le merlature ghibelline del favoloso Cremlino. È veramente uno spettacolo impareggiabile che, a  ben ragione, fa di Mosca una delle più belle capitali europee. E il rifacimento della capitale continua nei mille cantieri disseminati nella città per prepararla ai mondiali 2018.

Ma tutto ha un costo! Per Mosca, e la Russia intera, il costo è stato quello di dover restaurare l’antico connubio tra Chiesa e potere. Alla Chiesa Ortodossa di Santa Madre Russia è stato restituito l’antico potere ecclesiale che al tempo del sovietismo le era stato tolto, rendendola perseguitata e clandestina. Oggi, il culto e il rito di una chiesa paludata, che ha sempre avuto una grandissima presa sulla popolazione, sono aperti e partecipati. Chiese un tempo adibite a magazzini o distrutte sono, oggi, ricostruite: la Chiesa del Salvatore, grande ed imponente, è stata ricostruita in soli tre anni.

La Chiesa della Madonna del Kazan, icona più venerata di tutta la Russia, è stata riedificata sulla Piazza Rossa; la Chiesa del Sangue Versato, a San Pietroburgo, un tempo utilizzata come magazzino di gomme, è stata restituita alla visitazione; il Cremlino della cittadina di Sergei Possad, che un tempo si chiamava Zagorsky dal nome del suo governatore, è stato completamente restaurato per essere sede del Patriarcato e cuore della Chiesa Ortodossa Russa; lo stesso Cremlino di Mosca è tornato ad essere sede del Potere Statale e sede del Patriarcato: Putin e Cirillo I condividono lo stesso complesso.

Da dove siano stati presi i soldi per tutto il fervore edilizio degli ultimi 26 anni non è dato sapere, ma è certo, però, che la Chiesa Ortodossa Russa, ricchissima, ha aperto i suoi forzieri e ciò appare evidente dalla semplice scritta su una bottiglia di acqua minerale: “Questa è acqua benedetta da Cirillo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Il ricavato di quest’acqua serve per la ricostruzione delle Chiese di Santa Madre Russia”.

Non è  poco se si contano i 146 milioni di abitanti della Russia, di cui l’85% sono cattolici.

Insomma, la Chiesa Ortodossa Russa ha aperto i suoi forzieri, imponendo, però, anche il riscatto, la riabilitazione dei Romanov. Oggi, i Romanov sono sepolti e riveriti nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo.